Tom Clancy’s Rainbow Six: Siege Recensione PS4

Tom Clancy's Rainbow Six: Siege Recensione PS4

Tom Clancy’s Rainbow Six: Siege Recensione PS4

Finalmente mettiamo le mani sopra a Tom Clancy’s Rainbow Six: Siege, che promette infiltrazioni antiterrorismo tattiche a squadre, unità speciali etc. Il gioco sviluppato da Ubisoft, disponibile dal 1 dicembre 2015, prometteva un grande cambiamento nella saga, sarà davvero cosi’? Andiamo a scoprire cosa va e cosa non va in Tom Clancy’s Rainbow Six: Siege.

Nel titolo ci sono tre modalità di gioco e nessuna campagna, quindi gli amanti del single player ci rimarranno sicuramente male. Siege, infatti, non offre una campagna, ma un certo numero di missioni, chiamate Situazioni, che servono a familiarizzare con il suo sistema di classi. Oltre alle Situazioni c’è un’altra modalità giocabile sia in single player che in cooperativa online, si chiamata Caccia al terrorista, dove affronteremo un numero variabile di terroristi in diversi scenari. Tecnicamente il gioco è molto valido pero’ diciamocelo francamente non è quello visto in occasione della presentazione all’E3 del 2014, con texture perfette, eccellenti modelli poligonali, animazioni fluide etc. Ora le animazioni sono un po peggiorate, ogni tanto c’è qualche tentennamento nel frame-rate e le textures sono meno definite, tuttavia nel complesso risulta ancora godibile. Bellissime invece sono le esplosioni e i loro effetti collaterali, con grandiosi effetti particellari e una fisica veramente all’avanguardia. Fiore all’occhiello invece è il comparto audio. La resa sonora delle armi è davvero perfetta, ogni fucile, pistola, shotgun sarà riconoscibile dai giocatori solo dal rumore. Ma anche le esplosioni sono perfettamente riprodotte, tanto che il boato, a seconda della nostra posizione rispetto alla deflagrazione, sarà più o meno assordante. Inoltre sarà possibile capire esattamente da quale punto della mappa proviene l’esplosione e quindi reagire di conseguenza. Da segnalare anche più che buona la localizzazione in Italiano.

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La componente multiplayer è il vero punto forte del titolo. Però state attenti perchè giocare sarà molto difficile, infatti la mancata comunicazione con i membri del vostro team online comporterà spesso equivoci che faranno fallire le missioni. Per portare a termine le missioni ci vuole comunicazione continua, un approccio tattico, tattica di squadra etc. Molto interessante la fase, prima di entrare in azione, dei droni terrestri utili per vedere la posizione dei nemici. Migliorabile il bilanciamento degli Operatori, di alcune armi e abilità. Ad esempio un Operatore sarà in grado di piazzare sia uno scudo che una torretta automatica fissa, quindi chi lo utilizzerà farà delle vere e proprie stragi. Ma andiamo con ordine; gli Operatori sono i componenti del vostro fireteam, sono divisi in Attaccanti e Difensori, e ognuno ha le proprie abilità come erigere barricate antiproiettile, disattivare dispositivi elettronici, piazzare scudi portatili a terra etc.

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Una piccola nota negativa va alla AI, infatti avvolte sarà possibile avvicinarvi tantissimo ai nemici senza essere visti, o in altri casi questi potrebbero uscire da una porta dandoci le spalle. Quindi speriamo che in futuro Ubisoft ponga rimedio magari con un aggiornamento. Mentre un plauso va al veloce matchmaking e alle connessioni davvero molto stabili. Per quanto riguarda le armi e le abilità, esse si possono personalizzare in modo davvero interessante. La Fama, valuta del gioco, vi permetterà di personalizzare le armi e di sbloccare gli accessori sia nelle partite single o multiplayer, così da equipaggiare gli Operatori in modo da adattarli al vostro stile di gioco. Purtroppo queste modifiche non sono attuabili in Game, ma solo all’inizio, rendendo molto difficile cambiare approccio al match o alla missione. Ogni Operatore e le sue armi corrispondono a una agenzia reale alla quale si ispira, ad esempio GIGN o Spetsnaz, infatti difficilmente vedremo un agente dell’FBI usare un AK47.

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Riepilogando Tom Clancy’s Rainbow Six: Siege offre un comparto sonoro da brividi, una buona grafica, personalizzazione uguale alle controparti reali e di sentirsi davvero un membro del GIGN, dell’FBI o degli Spetsnaz a patto di comunicare continuamente. Per il resto tutto è godibile ma sicuramente da migliorare, quindi ci aspettiamo da Ubisoft qualche aggiornamento o patch correttive nei prossimi mesi, per rendere questo titolo davvero perfetto.

Conclusioni:
Tom Clancy’s Rainbow Six: Siege con qualche mese di sviluppo in più, poteva davvero essere una grande gioco. Graficamente può andare ma il gameplay non riesce a trascinare il giocatore come dovrebbe. Un gioco che ci sentiamo di consigliare ai fan più sfegatati della saga o hai patiti del genere. Se non siete in queste due categorie, togliete un punto al voto finale, sicuramente un titolo da acquistare ma non a prezzo pieno, magari tra due mesi quando si troverà a meno.

Voto: 8 / 10

About the author

Redwind

Fin dai primi anni 80' ho cominciato ad interessarmi di videogames e Computer. Le console le ho provate quasi tutte, sono partito con una Intellivision (passando per Commodore 64, Amiga 500 e PC) e non mi sono più fermato. Oggi continuo sempre a giocare con le console e a lavorare coi PC, mi tengo aggiornato sul campo Hi-Tec e coltivo più che mai le mie passioni di WebMaster e Editor.