Recensione HomeFront: The Revolution

Inizialmente sviluppato da THQ, ma a causa di svariati problemi e il passaggio tra tre team diversi, dopo cinque ritorna Homefront con tutte le ovvie problematiche del caso. Le idee originali pian piano sono state abbandonate per dare spazio a nuove meccaniche originali, saranno riusciti a portare la rivoluzione promessa? Scopriamo insieme.

Nel gioco seguiremo le vicissitudini di Ethan Brady, membro delle forze di resistenza di Philadelphia, la trama è molto simile al predecessore ma come ben capirete ha perso smalto e anche un pò di originalità. Il gioco inizia non proprio nel migliore dei modi, infatti saremo vittime di un rapimento, che per fortuna avrà risvolti positivi, visto che verremo salvati all’ultimo istante. Già da qui noterete che la, buona, narrazione non raggiunge la qualità del precedente capitolo, e si avverte un lieve calo di qualità in generale. Nel gioco non dovremo fare altro che liberare interi quartieri dai nemici, dinamiche già viste in molti altri titoli del genere, aiutandoci con ogni mezzo, come ad esempio sabotaggi, salvataggio di ostaggi etc. Quando libererete un quartiere la popolazione si ribellerà al nemico dandovi manforte e permettendovi di controllare l’area intera. Presenti anche delle missioni secondarie, giocabili negli intermezzi della narrazione, le cui, in verità, non si discostano molto dalla linearità di fondo l’intero titolo. In totale ci sono due tipologie di azione: nella prima dovremo muoverci da incursori, eliminando dei bersagli precedentemente scelti, mentre nella seconda giocheremo in difesa, difendendo una struttura. A livello di gameplay ci troviamo davanti ad un fps, con aree di gioco separate tra loro da accessi non sempre liberamente raggiungibili.

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Il gameplay, seppur buono, purtroppo non convince, e nemmeno la risposta fisica delle armi, dei veicoli etc non è sempre di qualità. Anche le animazioni talvolta risultano un pò legnose e non non aiutano di certo a migliorare la situazione. Purtroppo la produzione Dambuster tecnicamente, considerando il motore CryEngine, ci consegna un prodotto di fattura sufficiente. Tuttavia le ambientazioni presentano un ottimo livello di dettaglio e anche gli effetti sono piuttosto piacevoli. A gettare molte ombre sul titolo, se vogliamo tecnicamente ben fatto, sono anche i numerosi bug presenti, che alla fine finiscono per sovrastare tutto facendoci piombare in una frustrazione generale. Ben fatto invece è il doppiaggio, anche se ci sono evidenti problemi con la sincronizzazione dell’audio e il labiale a schermo. Da segnalare il particolare, e ottimo, sistema di personalizzazione delle armi. Homefront: Revolution infatti ci permette di personalizzare diverse configurazioni basate sulle specifiche forme di contatto col nemico, come ad esempio: ravvicinato, media distanza e lunga distanza. Inoltre le armi possono essere modificate e alterate, commutandole e trasformandole in altre tramite modifiche strutturali. La longevità è più o meno di dieci ore, ma può arrivare a durare più del doppio se si decide di completare anche le missioni secondarie.

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Infine presente una modalità multiplayer cooperativa fino a quattro giocatori, che ci permette di affrontare una decina di missioni con tre livelli di difficoltà. Naturalmente giocando otterremo svariati punti abilità e pacchetti di carte che ci faranno sbloccare armi ed equipaggiamenti. Modalità molto godibile anche se, essendo tutta qui l’offerta, si nota una certa carenza di contenuti.

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Conclusioni:
Homefront: Revolution ha tutti questi problemi grazie al travagliato sviluppo. Si presenta come un titolo quasi incompleto, confezionato molto in fretta, poco rifinito e poco originale in generale, tranne per l’interessante personalizzazione delle armi, che da sola non basta di certo a risollevare la qualità. Infine il titolo, anche se non incide nel divertimento, presenta una serie di bug, difetti grafici e della fisica che alla lunga danno una sensazione di frustrazione. In conclusione Homefront: Revolution è un titolo che ha perso molto dal precedente capitolo, tuttavia i fan e gli appassionati del genere potrebbero trovarlo godibile e divertente.

Voto: 7/10