Recensione Watch Dogs 2 PS4

 

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Dopo posticipi, rinvii e le conseguenti polemiche, sul primo  Watch Dogs, eccoci al secondo capitolo del titolo Ubisoft. L’esperimento freeroam di Ubisoft più chiacchierato del momento è sulla pubblica piazza già da alcuni giorni ormai e l’hype generato dello stesso sviluppatore porta con sé un uragano di pareri contrastanti: chi ne parla malissimo (spinto da disillusioni personali), chi lo elogia e lo esalta..chi semplicemente, straparla. Watch Dogs 2 è un action freeroam urbano come Rockstar ci ha abituato da tempo coi suoi GTA e come eravamo abituati al primo capitolo, ma prende le distanze in termini di gameplay e di approccio ad alcune situazioni. Forse non abbastanza, ma andiamo con ordine. Marcus Holloway è il nostro protagonista, hacker provetto invischiato in un intrigo fanta-informatico, mentra la location è San Francisco. Fin qui direi che non ci sia nulla di già visto e già sentito. Ubisoft non ci introduce più di tanto al background del personaggio, ma ci caccia direttamente in una situazione spinosa nei primi minuti di gioco! Come “tutorial” l’ho trovato piuttosto scarno e chi non fosse avvezzo ad uno shooter in terza persona (lo so, bisogna aver vissuto sotto una pietra negli ultimi 10 anni…) potrebbe trovare macchinoso ambientarsi. Le analogie con altri titoli del genere ci sono tutte: a piedi potremo scattare, attaccarci alle coperture (tasto A), aggredire le guardie (tasto B a contatto), salire sulle sporgenze (tasto B, di nuovo), aprire un menu radiale con armi e accessori (tasto LB), prendere la mira, sparare, ricaricare…tutto nella norma. Potremo naturalmente rubare veicoli (tasto Y per entarvi) e guidarli come ci si aspetterebbe (RB e RT per accelerare/frenare,stick analogico per sterzare, B per il freno a mano, etc…)…ma in tutto questo c’è una sostanziale aggiunta: il tasto X è associato al Profiler, una app del nostro portentoso smartphone che ci consentirà di interagire con qualsiasi elemento della città, vivente (come passanti e nemici) o inanimato come centraline, telecamere, semafori, porte, ponti, ascensori e un sacco di altre cose! Una app per domarli tutti insomma! Il Profiler ci consentirà (con facilità disarmante, direi) di accedere a informazioni riservate delle persone, ai loro conti bancari (per fare generosi prelievi dagli ATM posti qui e la per San Francisco), di hackerare centraline per sbloccare accessi riservati, di agire sul traffico (anche durante la guida stessa, magari utilizzando l’abilità Concentrazione che rallenta il tempo per poter prendere decisioni veloci con precisione) cambiando la viabilità e garantendoci vie di fuga e via dicendo… Le possibilità sono davvero moltissime e sarà fondamentale padroneggiarle senza troppo sforzo. Ho trovato che la trama si dipana in modo troppo dispersivo in principio, dandoci accesso fin da subito ad un sacco di attività collaterali, online e offline, a contratti speciali, crimini (facoltativi) da sventare, bande da sgominare, Fixer da individuare, auto da consegnare, Privacy da invadere…una serie di quest secondarie che mi hanno distratto le prime ore dalla trama principale. Se non si può spoilerare la storia di Marcus Hollowaye del suo gruppo , posso dirvi che la sua ricerca sarà incessante e intricata, ma le attività secondarie saranno tante e molto varie, non da ultimi una serie di minigames informatici che davvero rompono gli schemi e ci aiutano ad evadere e vivere qualche avventura fuori di testa!  Una differenza rispetto alla concorrenza è un robusto e folto albero delle abilità dal quale far crescere il nostro personaggio potenziando ogni aspetto secondo le nostre inclinazioni: meglio potenziare le doti di hacking, quelle di combattimento, di guida…o di tutto un pò, in maniera omogenea? Col tempo arriveremo a sbloccare comunque l’intero albero delle skill. Altra meccanica originale, vero cuore del gioco, è quella dell’hacking: a parte sbirciare nella vita delle persone, nelle missioni principali dovremo carpire informazioni spesso muovendoci da una telecamera di sorveglianza all’altra. Esse saranno il nostro mezzo d’accesso ad aree riservate: il “giochino” consiste nel trovare la linea di vista tra una TVCC e l’altra, così da muoverci per vedere indisturbati le centraline da hackerare. A volte per entrare nei locali server o aree particolarmente delicate dovremo risolvere qualche minigame..nulla di preoccupante. Nonostante tutto un pò di forza armata serve sempre e con qualche manomissione e diversivo potremo distrarre i nemici quasi sempre in numero maggiore al nostro e meglio armati. Queste sezioni ricordano un altro titolo Ubisoft, Splinter Cell (gli ultimi 2 capitoli) le cui meccaniche funzionavano benissimo, ma qui, durante gli scontri a fuoco, sembrano infilate a forza e non sempre si amalgamano col resto. Il mondo di gioco non brilla per ricchezza poligonale, sebbene l’illuminazione sopperisca rendendo tutto più bello visivamente; quando la telecamera si avvicina ai dettagli o ai volti dei protagonisti li vediamo un pò legnosi e abbozzati. Scendendo sempre più nel dettaglio (e youtube su questo è una fonte infinita di confronti..) possiamo notare delle lacune nel sistema di ombre (il protagonista non proietta ombre di fronte ai fari delle auto!), oppure delle forti limitazioni nel sistema di danni dei veicoli e nella distruttibilità degli oggetti scenici; possiamo inoltre notare come le riflessioni sulle vetrate degli edifici siano totalmente innaturali e le onde dei corpi d’acqua sono poco dinamiche…tutto dovuto al downgrade del gioco, è comprensibile, ma fa storcere il naso visto che livelli di qualità superiore sono già stati raggiunti in passato. Dal punto di vista audio invece devo dire che l’ho trovato molto buono: i doppiaggi in lingua italiana sono ottimi e con toni sempre diversi, suoni e effetti ambientali credibili e sempre ben volumizzati. Durante le intercettazioni sentiremo dialoghi sempre diversi e con toni palpabili, molto realistici..bello! Le musiche di gioco e delle stazioni radio sono buone e varie, ma restano spesso in secondo piano. Non ne sentiamo la mancanza… I difettucci non mancano, ma non sono particolarmente invadenti: ci sono alcuni casi in cui gli NPC sembrano comparire (o sparire) dal nulla o momenti in cui l’audio manca inspiegabilmente (mi è capitato durante alcuni inseguimenti che la mia auto non emettesse più alcun suono) e alcune animazioni sembrano piuttosto stonate (Marcus Holloway cade in verticale da certe altezze o nell’acqua, il che risulta buffo a vedersi). Il nostro hacker provetto interagisce solo cliccando uno smartphone, con le mani sempre in tasca e la testa bassa…è chiaramente “nel personaggio”, ma sembra è un approccio piuttosto asettico. Anche la guida sembra rispondere in modo meno preciso rispetto alla concorrenza: i veicoli sembrano più pesanti (il feel è buono), ma al tempo stesso sembrano meno rispondenti ai nostri comandi (cosa che sarebbe stata comoda, specialmente in fase di fuga dal nemico). WD2 offrirà molte ore di gioco, suddivise in 30 circa per completare le missioni principali e 60-70 per raggiungere il 100% in tutte le varie attività facoltative, quindi non si può certo dire che non valga la spesa in termini di entertainment! Sfide, minigames, attività e missioni offrono una grandissima varietà e il mondo di gioco è vivo e bello da esplorare grazie ad un sacco di personaggi unici che popolano San Francisco; col Profiler diverremo presto dei voyeurs informatici, inguaribili curiosi dei fatti altrui, delle storie e delle conversazioni bizzarre di cui è infarcito il mondo fittizio di Watch Dogs2 (difficilmente vi capiterà di sentirne due identiche, veramente bello). Gli sporchi segretucci dei passanti saranno il nostro trastullo e spesso saranno l’unico mezzo per arrivare a missioni da vigilante o per sbloccare determinate situazioni. Sono partito prevenuto, avendo giocato centinaia di ore di giochi openworld ma, nonostante tutto, ho trovato che dopo la prima decina di ore (circa alla fine del secondo atto) le cose migliorano sensibilmente, la trama si infittisce e le abilità sbloccate danno i loro frutti e tutto si amalgama meglio. Il mio consiglio è dire andare dritti attraverso gli atti della trama principale, per poi dedicarvi ai covi delle bande, ai trip digitali, alle missioni secondarie, i convogli criminali, i contratti online, le indagini di persone scomparse, del traffico d’esseri umani e via dicendo… Le possibilità offerte sono forse il punto forte di WD2: ottima varietà e qualità, sebbene qualche scaramuccia a livello tecnico.

 

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CONCLUSIONI: Il confronto col mostro un sacro come GTA è un passaggio obbligato, Ubisoft deve sottostare a questo: sotto la lente d’ingrandimento il gioco si difende comunque bene e seppure non abbia un’anima così accattivante quanto si poteva sperare, il gioco ha molto da offrire e la componente hacking è originale e ben realizzata. Sul versante longevità non c’è nulla da rimpiangere, ma sul gameplay e sul comparto tecnico credo si poteva (e doveva) fare un ulteriore piccolo sforzo per portarsi su un gradino più alto, per differenziarsi dalla massa.

Presentazione: 8.5 Voto
Grafica: 8.5 8.5
Audio: 8.5
Giocabilità: 8.5
Longevità: 8.5